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I cicli del 1960: La
Gibigianna e La Storia di Ipotenusa
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| Con La Gibigianna e La Storia di Ipotenusa - tramandata anche come storia del Teorema di Pitagora - Pinot Gallizio introduce il ciclo pittorico, un insieme di opere legate tematicamente i cui singoli titoli si raccolgono sotto un'intestazione comune. I dipinti sviluppano una sequenza narrativa, condividono tecnica e supporto (olio su tela) mentre possono differire nelle dimensioni. II numero delle tele varia per ogni ciclo: Otto quelle che compongono La Gibigianna, nove La Storia di Ipotenusa.[...] | |||||||||||||
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La Gibigianna quadro I olio su tela Monaco di Baviera, Galerie van de Loo |
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| La visita di Renzo Guasco, nel maggio 1960, era finalizzara alla redazione del testo di presentazione de La Gibigianna che, un mese dopo, sarebbe stata esposta alla Galleria Notizie di Torino. Gli appunti presi davanti alle opere in studio, sono fedelmente riportari nell'introduzione dello scritto pubblicato sul bollettino della galleria. "Il titolo esatto e completo dell'opera qui esposta è La Gibigianna. La triste e lagrimosa storia del re di pipe in cinque quadri e due tele. (...) | |||||||||||||
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La Gibigianna quadro IV olio su tela Monaco di Baviera, |
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| Nel primo quadro è rappresentato "l'incontro del re di pipe con l'improvviso amore". Le scene seguenti narrano le avventure reali e quelle sognate dell'innamorato: ii viaggio del robot sulla luna, il rock and roll, la donna in bicicletta, il luna park. Le due grandi tele rappresentano l'una l'orgia, in cui culmina l'avventura amorosa, l'altra il ritorno alle tradizioni e alla famiglia". | |||||||||||||
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La prima retrospettiva dedicata a Gallizio in una sede pubblica, dopo
la morte, si apre a S. Vittoria d'Alba nell'aprile 1966. Una lettera di
Carla Lonzi ad Augusta Rivabella, datata 18 marzo, registra l'intenzione
della vedova di esporre una parte significativa de La Storia di Ipotenusa. L'Ipotenusa è del mago matematico. Con questa sua interpretazione allegorica Pinot aveva una polemica da raccontare e cioè che la donna non appartiene agli uomini banali (...). Insomma il ciclo di Pitagora è un'opera che sta dalla parte della magia e della poesia come un cerimoniale amoroso contrapposto ai meccanismi della società e delle sue convenzioni". |
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Le tentazioni di Pitagora II, oli su tela, cm 144 x 227 Amsterdam, Stedelijk Museum |
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I Sortilegi I, 1961, tecnica mista su tela (olio, smalti, pigmenti
metallici) Alba, Archivio Gallizio |
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| Giorgina Bertolino | |||||||||||||
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