Le Notti di cristallo, 1962
 

La Notte etrusca
dal ciclo Le Notti di cristallo
1962

tecnica mista su tela
(tempere, pigmenti, vinavil)
cm 220 x 450

Torino, Galleria Martano

 
È questo il terzo ciclo pittorico di Pinot Gallizio. L'artista vi porta a compimento un unico tema, tralasciando l'impostazione narrativa sviluppata per episodi, che era stata caratteristica de La Gibigianna e de La Storia di Ipotenusa. L'assunzione di un tema invece che di un racconto, si riflette sulla struttura stessa del ciclo. Venuta meno la necessità della sequenza per quadri funzionali al dipanarsi delle avventure, Gallizio sceglie ancora il grande formato ma riduce la ripartizione a quattro tele. In una lettera ad Otto van de Loo, spiegando i suoi cicli pittorici, segna questo come terzo e lo raccoglie sotto il titolo: "Le ciel de nuit de cristal". Più noto con il titolo abbreviato Le Notti di cristallo, è composto da La Notte etrusca, da La Notte barbara, da La Notte ligure e da La Notte cieca.
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La Notte barbara - dal ciclo Le Notti di cristallo, 1962

tecnica mista su tela (olio, resine plastiche)
cm 220 x 958,5

Torino, Galleria Civica d'Arte Moderna e Contemporanea

 
Le Notti furono realizzate nel corso del 1962. In una lettera del 16 maggio, Alberto Cravanzola racconta a Carla Lonzi di un incontro con Gallizio. Nello scritto appaiono già "La notte dei barbari" e "La notte Etrusca" e si allude al grande formato delle tele. Si tratta dunque "dell'inizio del ciclo, del turbine - scrive Cravanzola - della tromba marina".
Giorgina Bertolino
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