A Italo Calvino, Torino

Alba, 15 ottobre 1962

Caro Italo,
grazie della tua lettera vecchia ormai di settimane. La vedo, purtroppo, appena ora, rientrando da oltre un mese di confino in alta collina. Mi è infatti sopravvenuta una molto seria affezione polmonare per la cui risoluzione occorreranno un bel po' di mesi. Pazienza, bisogna essere disponibili.
Parto a momenti per Cuneo dove sarò sottoposto a tutta una serie di esami. Forse riuscirò a sfuggire al sanatorio e mi consentiranno di curarmi in modo autonomo.
Penso comunque che tornerò da Cuneo verso la fine di questa settimana e, salvo imprevisti, potrei venire a Torino in qualsiasi giorno della ventura settimana. Vedi se puoi fissarmi un appuntamento,... quando piú ti accomoda, e se dovessi decidere nel corso di questa settimana, abbi la cortesia di telefonare a mia moglie (Alba 3376) da Mezzogiorno all'una, precisandole il giorno e l'ora in cui potrai ricevermi. Grazie.
A voce, son certo, ci intenderemo bene e rapidamente.
Abbiti intanto, caro Italo, i miei piú cari saluti.

B Fenoglio


Manoscritta; nell'Archivio Einaudi. In calce alla lettera la seguente annotazione a mano del destinatario: «Telefonato alla moglie il 26-10: è a Bossolasco».