INFINITY FESTIVAL
Cinema e ricerca dello spirito
Alba, 9 - 16 aprile 2005
 

Per il quarto anno consecutivo Infinity Festival si propone sulla scena con la sua offerta culturale.
Innanzitutto "guardare e osservare". E' quanto ci propongono di fare i film presentati nelle varie sezioni del Festival. Poi "pensare e dialogare". La riflessione e il confronto sono due ingredienti importanti anche di questa edizione dell'Infinity Festival, attraverso la serata di prologo in Fondazione Ferrero sui confini tra le religioni e il Colloquio Interdisciplinare e attraverso la presenza di molti autori e ospiti con i quali i partecipanti al festival avranno occasioni di discussione e approfondimento.
Il tema dei confini è il filo conduttore di buona parte delle proposte. Un argomento che ben si presta ad essere affrontato attraverso il cinema, specialmente quello contemporaneo e documentaristico. [...]
E così quest'anno la "ricerca spirituale" passa attraverso questa prospettiva, un itinerario da percorrere lungo le strade del mondo, riuscendo a superare tutte le frontiere, sapendosi fermare davanti ai confini invalicabili della dignità di ogni donna e ogni uomo.

PAOLO PELLEGRINI
Presidente di Infinity Festival
 
www.infinityfestival.org

Premio
"Albacinema - Fondazione Ferrero"

per il miglior film

Aru asa soup wa

diretto da Takahashi Izumi
Takahaschi Izumi è nato nella Prefettura di Saitama, in Giappone, nel 1973. Sceneggiatore autodidatta, ha incontrato Hirosue Hiromasa, regista di Sayonara sayo-nara e attore principale di Aru asa soup wa, quando aveva 25 anni e insieme a lui ha fondato nel 1998 la casa di produzione indipendente Gunjo-iro.
Ha esordito come regista nel 2002 e con
Aru asa soup wa, suo primo lungometraggio, ha partecipato al Festival di Rotterdam 2005.

Giappone, 2004
video, 90', colore


Regia, Sceneggiatura, Fotografia,
Montaggio e Produzione:
Takahashi Izumi
Musica: Namiki Akie
Interpreti: Namiki Akie, Hirosue Hiromasa, Takahashi Izumi, Kimura Rie, Kakihara Kazunari.
Produzione
Takahashi Izumi per Gunjo-iro
Alexis Alexanian per InDigEnt Production

A causa di attacchi di panico sempre più frequenti, Kitigawa è costretto ad abbandonare il suo lavoro e a cominciarne un altro che può svolgere da casa. Nel frattempo, si iscrive a uno strano seminario e si unisce a una setta religiosa conosciuta grazie al nuovo lavoro. La sua fidanzata Shizu, preoccupata per la sua salute, cerca in tutti i modi di riportarlo alla normalità, ma la malattia di Kitigawa è incurabile e il ragazzo si rifiuta di abbandonare la sua religione. Inoltre, Shizu perde il lavoro e, non riuscendo a trovarne un altro, cade in depressione. Qualcosa si intromette lentamente nell'ordinario rapporto della coppia e alla fine la separazione diventa definitiva.

" Questo film non è nato per raccontare la fine di un rapporto tra un uomo e una donna, ma per rappresentare il momento del loro scontro. Ci si potrebbe annoiare a guardarlo, perché dura 90 minuti e mostra la normalità della vita quotidiana. Ma raccontare la vita vera, quella che viviamo ogni giorno, pensavo fosse l'unico modo per creare questa storia. Questo non è un film su una setta religiosa, e nemmeno sugli attacchi di panico. Questa è una storia d'amore al cento per cento".

Takahashi Izumi


Premio
"Albacinema" alla regia
Catarina Ruivo
per il film
"André Valente"

Catarina Ruivo è nata nel 1971 a Coimbra, in Portogallo, dove si è diplomata alla Scuola Superiore di Cinema, specializzandosi in montaggio. Nel 1997 ha realizzato il suo primo cortometraggio, Una cerveja no inverno, che ha partecipato a numerosi festival. André Valente, presentato in concorso all'ultimo Festival di Locarno, è il suo primo lungometraggio.