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La scelta di dedicare
una giornata di studi all’imperatore Publio Elvio Pertinace nasce
dall’intento di approfondire e puntualizzare le conoscenze relative
a questo importante personaggio, che rappresenta probabilmente il più
illustre cittadino antico di Alba.
Quella di Pertinace è una figura alla quale la storiografia moderna
ha dedicato negli ultimi anni diversi importanti studi (basti qui per
tutti ricordare quelli di Lellia Cracco Ruggini) e il cui interesse per
la cultura a noi contemporanea è dato soprattutto dalla concezione
etica a cui egli volle ispirare il proprio governo, concezione che rappresenta
un’esigenza viva e attuale ancora ai nostri giorni. A torto Pertinace
è stato considerato un personaggio “minore” rispetto
ad altri imperatori: fu minore, se vogliamo, unicamente per la sua scarsa
notorietà e per la brevità del suo regno, durato solamente
pochi mesi, durante i quali non ebbe la possibilità di portare
a termine le imprese importanti cui aveva dato corso.
Questa limitata considerazione dipende infatti da un errore di prospettiva
storica. In realtà Pertinace fu uno dei più degni rappresentanti
della elite del mondo romano del II secolo d.C., un uomo che, malgrado
le origini non nobili, riuscì a percorrere la carriera militare
e civile rivestendo incarichi di grande importanza, che poté conoscere
bene – da militare e da governatore – l’impero romano
dai suoi limiti occidentali a quelli orientali, fino alla provincia d’Africa,
tenendo poi le cariche di prefetto urbano a Roma, ossia governatore della
città di Roma, e di console, prima di essere eletto imperatore.
La sua scelta, imposta dai militari ma certamente condivisa dal Senato,
fu in un certo senso accidentale, dovuta alla morte improvvisa di Commodo,
ma avvenne sulla base di un cursus regolare, paragonabile a quello dei
grandi imperatori, e in virtù di un prestigio che si era guadagnato
proprio come militare attraverso le tante campagne in cui era stato a
fianco di Marco Aurelio. E nella sua concezione del potere, teso alla
riforma e alla moralizzazione dello stato nel momento in cui questo attraversava
una fase di profonda crisi, con il rischio di una decadenza etica e civile,
possiamo riconoscere i tratti di una intima affinità e della lunga
consuetudine con il grande imperatore filosofo che lo aveva formato. Dunque
con estrema soddisfazione si accoglie questo convegno di studi che, nei
vari settori disciplinari coinvolti, contribuisce a gettare ulteriore
luce sul carattere di un personaggio quale Pertinace, a cui non toccò
in sorte di permanere a lungo sul palcoscenico della storia. |