Testimonianze figurative ad Alba e nell'Albese
al tempo di Macrino
 
Quando compilò le sue pagine su Alba, forse esagerando, il padre Guglielmo Della Valle non lasciò troppe speranze alla pittura albese, commentando che «i maestri che furono in Alba chiamati ad operare intorno alla metà del secolo XV furono rozzi al di sopra dell’età loro»; eppure il padre non rifugge i commenti positivi quando li ritiene meritati: per esempio, a proposito della chiesa albese di San Francesco, afferma che essa «nella facciata e nell’interno è delle fabbriche gotiche meglio intese e belle nella loro classe»
    Certamente le sue affermazioni vanno interpretate in modo critico, ma è indubbio che ad Alba, nel periodo tra l’ultimo quarto del Quattrocento e l’inizio del Cinquecento possiamo distinguere tra una committenza colta, che sceglie artisti più raffinati e provenienti da regioni più lontane e di più affermata tradizione artistica, e una che esprime un gusto più semplice, che preferisce accontentarsi di pittori locali dalle qualità decisamente inferiori; inoltre, il fatto che in città non esistesse una vera e propria scuola pittorica ha fatto sì che venissero chiamati ad operare artisti di estrazione diversa, la cui esperienza cittadina spesso rimane isolata e priva di riscontri successivi, contribuendo a rendere eterogeneo il panorama pittorico della città.

Pittore lombardo?
1390-1400


S.Giorgio(?) e una giovane santa presentano un donatore alla Vergine

Affresco strappato e applicato su supporto inerte
cm 181 x 130
Moncalvo, Casa Parrocchiale

 
 

Bottega dei fratelli
Aimo e Balzarino Volpi
(Casale Monferrato, tra il
1491 e il 1524 e tra il 1493 e il 1555)


Madonna allattante

olio su tavola
cm 59,5 x 40
Collezione privata

Pittore albese, c. 1500

Altarolo della Beata Margherita di Savoia

Tecnica mista su tavola
cm. 68 x 86,5
Torino, Collezione privata
All’interno della città di Alba, va riscontrata l’assoluta mancanza di cicli o decorazioni pittoriche profani; la decorazione parietale è essenzialmente religiosa e gli sforzi dei committenti si sono rivolti soprattutto verso le due chiese degli ordini mendicanti, quella di San Francesco e quella di San Domenico, entrambe sorte nella seconda metà del XIII secolo. [...]
All’interno dello stesso San Domenico potrebbe essere interessante indagare più a fondo la committenza della cappella terminale sinistra, che raccoglie interventi pittorici di autori ed epoche diversi, ma tutti di qualità piuttosto alta. [...] I riferimenti stilistici per questi affreschi vanno ricercati in esempi lombardi della prima metà del secolo, nell’ambiente degli Zavattari e di Bonifacio Bembo, ma anche in alcuni modelli della miniatura come il Maestro del Vitae Imperatorum. [...]

Giorgio Turcotto
(documentato in Piemonte nel terzo quarto del XV secolo)


Abbraccio di
S. Francesco e S. Domenico

Affresco strappato
cm 220 x 90
Alba, Municipio

Decisamente più eterogenei erano gli interventi pittorici che decoravano la parete della campata immediatamente precedente a questa e che ultimamente, dopo lo strappo, erano conservati nello scalone del Municipio, in attesa di un definitivo ritorno nella chiesa.
Oltre ad una Pietà trecentesca, troviamo l’Abbraccio di San Domenico e San Francesco, da mettere in relazione con l’attività albese di Giorgio Turcotto, documentata dal Vernazza nel 1473.
[...]

Gandolfino da Roreto
(documentato in Piemonte dal 1493 al 1518)


S. Giovanni Battista

Tempera su tavola
cm 75 x 41
Torino, Collezione privata

Maestro di S. Martino Alfieri
(attivo in Piemonte nel primo decennio del XVI secolo)


Devote in preghiera (verso)
1503 - 1504 circa

Tempera su tavola
cm 177 x 100
Asti, Pinacoteca Civica
Per il resto, le Langhe si caratterizzano per lo più per affreschi votivi, Madonne col Bambino, dipinte nelle absidi degli edifici privati o all’esterno delle case private, anche se generalmente, rispetto ai vicini esempi monregalesi, ad Alba si sviluppano tendenze più complesse, dalle linee più robuste e piene, come si può osservare a Monforte, dove rimangono ben tre esempi, di questo tipo di pitture, uno proveniente dall’antica Parrocchiale, uno conservato nella cappella delle Sette Vie e una nella cappella in località Castelletto.
[...]
Più in generale, dunque, per la pittura a fresco della zona albese, si deve registrare la tendenza a mantenere un gusto tardo-gotico e una certa diffidenza verso gli elementi stilistici più innovativi, quasi un orientamento culturale, che preferisce lasciare i modi più moderni alla coeva pittura su tavola.

Seguace di Gandolfino da Roreto
c. 1520


Adorazione dei pastori

Olio su tavola
cm 170,5 x 119,5
Montemagno
Oratorio della Santissima Trinità

Elena Ciarli
RITORNA AL SOMMARIO