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Arti del legno e del metallo in terra paleologa
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| Se il 1429 fu un anno particolarmente fausto per Alba e per la storia dellarte, il merito si dovette indirettamente a un curioso e umile personaggio morto in odore di santità, nel 1150, dopo aver vissuto da facchino e da ciabattino (con lintermezzo di un pellegrinaggio a Santiago de Compostela). Ma quando, il 31 gennaio 1429, il vescovo Alerino Rembaudi rinvenne quasi per divina ispirazione le sue spoglie, di Teobaldo Roggeri non si conosceva più neppure il luogo esatto della sepoltura. Il nuovo impulso dato al culto, rimasto nei secoli confinato pressoché esclusivamente ad Alba e dintorni, non fu privo di ripercussioni prestigiose in campo figurativo. [...] | |||||||||||||||||||||||||||||||
| La fortuna del
linguaggio lombardo in terra albese non dipendeva probabilmente solo dalla
volontà della committenza di ricorrere ai servigi di un artista di
prima grandezza. In verità il Marchesato del Monferrato confinava
col Ducato visconteo prima e sforzesco poi, e non è stupefacente
che la corte di Casale cercasse a Pavia o a Milano i propri modelli aulici
di legittimazione figurativa; inoltre la dipendenza da Milano di una città
come Alessandria deve aver favorito unosmosi culturale di cui è
dato cogliere ancora non pochi frutti preziosi. [...] |
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Scultore casalese
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Aggirandosi nelle
chiese della sua Alba e guardandone le sculture, il giovane Macrino vedeva
dunque una città gotica che aveva la dignità di una piccola
capitale. Ma il gotico che vi si respirava non veniva soltanto dalla Lombardia.
Già lo splendido crocifisso della Maddalena conferma come il culto della forma che si apprezzava ad Alba non fosse ispirato dalla sola bottega di Urbanino e dei suoi figli; ma se lo sguardo si posa su altri e più snelli crocifissi, tutti databili con buona approssimazione entro il 1460 circa, come quelli di San Bernardino a Canale, delle parrocchiali di Corneliano dAlba e Montaldo Roero e di Santa Caterina nella stessa Alba, non si tarderà a riconoscervi limpronta di una cultura diversa, marcata da inflessioni espressioniste e popolari, diffusa lungo le valli che dalle terre cuneesi e monregalesi discendevano al mare. [...] |
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Scultore lombardo |
Scultore ligure - piemontese |
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| Un rapporto
privilegiato e regolare di Alba e del suo territorio con la Liguria, e in
particolare con Savona e con Genova, non deve sorprendere un lettore che
a questo punto avrà in mente da un canto la Madonna di Barnaba da
Modena in San Giovanni, proprio ad Alba, e dallaltro il ricco codice
diplomatico albese-genovese messo insieme da Arturo Ferretto, che evidenzia
la precocità e la continuità di queste relazioni politiche
e commerciali, con i fatti figurativi che non saranno da relegare sullo
sfondo come a prima vista potrebbe sembrare. [...] La stessa Acqui mantiene nel Quattrocento rapporti molto stretti con Albenga, ed è sintomatico che da questa città di orafi giungessero a più riprese suppellettili liturgiche di ragguardevole pregio ma anche paramenti e manufatti lapidei lavorati per compensare quella che dai documenti si direbbe uneffettiva povertà di suppellettili rappresentative. Le carte si riferiscono agli anni 1424, 1428, 1432, 1442 e 1453 e pongono la questione delicata del rapporto fra centri di produzione e sedi della committenza dei manufatti. Al tempo stesso mostrano tuttavia quanto policentriche fossero in realtà le terre paleologhe, spazio dincrocio e di sovrapposizione fra esperienze diverse, ma anche segnato da condizioni strutturali non sempre riconducibili ad un solo modello. [...] Il lungo gotico paleologo si affaccia oltre il 1500 agevolato dal tradizionale conservatorismo delle arti suntuarie, ma proprio le oreficerie dimostrano come la cultura casalese avesse in realtà molte e sfaccettate anime. Così, se il reliquiario di Anna dAlençon intona un solenne peana al morente gotico flamboyant, le figure della croce di Teodoro Paleologo puntano verso una più rilassata e classicistica concezione della forma che comunica con efficacia il senso della svolta. [...] |
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Orefice lombardo |
Indipendentemente
dalla peculiarità del linguaggio, è illuminante che lorizzonte
guardato dallarea monferrina resti a lungo lombardo. Come spiega Alessandra
Guerrini, Cremona è molto verosimilmente il centro di riferimento
per la magnifica croce di Giarole, quanto Brescia lo è per un oggetto
radicalmente diverso (e non solo, comè ovvio, quanto a tipologia), il vigoroso e naturalistico busto di San Natale. |
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| E ancora da Cremona viene nel 1505 la fastosa croce firmata da Giovanni Antonio Feta per il Duomo di Asti, vero manifesto di una cultura che punta a coniugare senso della realtà e fascino della calligrafia. In mezzo a tanta magnificenza rischia la penombra il calice del Duomo di Alba, isolato dalla scomparsa di tutte le oreficerie locali più o mano contemporanee: ma per quanto ancora non sia possibile stabilire dove sia stato fabbricato, la sua cronologia alta e il suo carattere, pertanto, di «presenza gotica» riaprono, senza ignorare lOltralpe, un percorso che conduce ancora verso la pianura padana. | |||||||||||||||||||||||||||||||
| Il prestigio delloreficeria e indirettamente la celeberrima sensibilità tardomedievale per il colore e i materiali preziosi è consolidato da quanto di essa si riflette nella scultura lignea, anche quando, sul crepuscolo del Quattrocento, si cerca gradualmente di rimpiazzare il primato della linea con la vittoria definitiva del volume. Ecco perché il Presepe di Alessandria, già a Trino, è così saturo di oro, non diversamente dal San Michele di Ponzone. |
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Orefice lombardo
metà del sec. XIV Calice Argento sbalzato, cesellato e dorato; rame; smalto cm 22 altezza Alba, Duomo |
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| Ma quel che conta
è verificare come sotto questo travestimento di aristocratico distacco
pulsi una forma impregnata di una misura e di un decorum
che hanno ormai rescisso ogni legame con la tradizione tardogotica. Proprio
la statua di Ponzone, imparentata con svariati crocifissi e altre statue
di area alessandrina, è indicatore efficace di come un moderato rinascimento
padano nellaccezione lombardo-occidentale, ovvero il rinascimento
di Macrino, si affacci nel legno non senza una sua originale e autonoma
forza, ribadita con intelligente discrezione dalle rinnovate carpenterie
allantica di pale e polittici. [...] |
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Scultore ligure - lombardo
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| Come si vede, fare storia delle arti del legno e del metallo in Alba paleologa vuol dire aggrapparsi ad alcuni straordinari capisaldi, ma anche misurarsi con ampie lacune che richiedono nuovi e attenti dissodamenti territoriali. | |||||||||||||||||||||||||||||||
| Fulvio Cervini | |||||||||||||||||||||||||||||||
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