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A proposito del Macrino della Pinacoteca Capitolina di M. Giulia Aurigemma |
![]() Madonna col Bambino e santi (da Righetti, Descrizione... 1833) |
La tavola di Macrino conservata presso la Pinacoteca Capitolina e raffigurante i santi Nicola e Martino ai lati della Vergine in trono col Bambino suscitava appena pochi anni dopo il suo ingresso nel 1825 nelle raccolte pontificie un certo interesse, tanto da essere incisa nel volume del Righetti del 1833 accompagnata da un commento in cui è definita «piacevole», con «disegno e colorito corretti», e ne viene rimarcato lo sfondo con antichità romane peraltro appena accennate nellincisione; la descrizione dei personaggi si sofferma sul Bambino che gioca con Nicola e su un certo «carattere di verità» dei volti dei santi. |
| Lacquisto dellopera, che sotto il pontificato di Leone XII (1823-1829) avviene quasi contemporaneamente a quello della grande pala di Cola dellAmatrice ora nella stessa sala della Pinacoteca Capitolina (1824), allIncoronazione della Vergine di Pinturicchio e Caporali ora in Vaticano (1826), alla Pietà di Crivelli acquistata nel 1831, è infatti un ulteriore evidente segno del cambiamento di gusto allora in corso, dagli studi e dai soggetti incentrati sullantico alle suggestioni della pittura sacra dei primitivi, dovuta ai Nazareni ma anche influsso del purista Tommaso Minardi e dei suoi interessi per Raffaello e per il Quattrocento, cambiamento di cui fu protagonista Vincenzo Camuccini, regista anche del passaggio ai musei pontifici del quadro.[ ] |
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Macrino d'Alba |
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| Il 28 agosto Camuccini scrive: «mi sono recato a visitare presso il signor Palmaroli il quadro indicato», «moltissimo interessante per la storia dellarte, e convenevolissimo di essere acquistato dal Governo. Riguardo il suo prezzo, sento che il predetto Avvocato ne chiede trecento scudi, e trovo che precisamente sia questo il valore che può meritare. Debbo però avvertire che la Tavola è assai danneggiata, e quindi abbisogna di molto restauro» restauro che secondo il Palmaroli non potrà costare meno di cento scudi «e nel caso di acquisto mi farò un dovere di invigilare acciò che il restauro sia perfetto».[ ] |
| Del resto
a un esame ravvicinato si nota come i baculi dei santi gettino unombra
troppo pallida e inusuale sul pavimento, e se osserviamo bene il bastone
di san Martino notiamo che è disarmonico rispetto a un albero dello
sfondo: la debolezza di questo elemento compositivo contrasta con luso
delle aste verticali che Macrino adotta in molte sue tavole, dove divengono
pernio per dare forza alla costruzione e alle figure, e non solo in quasi
tutte le pale, ma anche nellautoritratto.
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La veste di Martino presenta strane incongruenze
dovute agli interventi, come una scritta sullorlo in basso impossibile
a leggersi, un colore improprio sulla spalla; la mano sinistra della
Madonna è restaurata, la giuntura delle tavole passa sul viso
di Nicola che è in parte ridipinto. |
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