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Oddone Pascale e l'eredità di Gandolfino da Roreto nel Piemonte meridionale di Simone Baiocco |
| Nella ricostruzione del percorso di Gandolfino da Roreto si è potuto verificare come, soprattutto a partire dal primo decennio del Cinquecento, si assista a un infittirsi di commissioni, con opere che hanno a volte dislivelli di qualità. Daltro canto, per spiegare la eventuale compresenza di mani diverse nelle opere raccolte nel suo catalogo, anche per quanto riguarda le cose più antiche, è da ricordare che il padre Giovanni da Roreto, un pittore di cui non conosciamo alcuna opera certa, è sicuramente ancora in vita nel 1510. Quello della ricostruzione del percorso di Giovanni rimane dunque un problema totalmente da indagare; inoltre, nulla di certo sappiamo intorno ad allievi o collaboratori di Gandolfino, il quale risulta essere stato attivo nella sua città fino agli anni Venti. La questione della bottega di Gandolfino era stata lasciata tutto sommato aperta nel volume a lui dedicato qualche anno fa: credo sia normale che, perseguendo la ricostruzione del catalogo di un artista, si giunga prima a una fase di aggregazione, e successivamente si possa aprire il tema dei collaboratori e del seguito.[ ] |
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Bottega di Gandolfino da Roreto |
| Oddone Pascale non ha avuto finora una reale fortuna: le notizie biografiche su cui ci basiamo sono quelle che risalgono allopera di Casimiro Turletti e che, per quanto preziose, sono certo incomplete e a volte poco verificabili. Di solito si prende per buona, ad esempio, la notizia che nel 1523 Oddone fosse intervenuto a fornire di cornice la pala commissionata a Gandolfino parecchi anni prima, quasi che il pittore astigiano potesse essere stato costretto a consegnare lopera senza aspettare oltre i maestri di legname ritardatari, e dunque senza una carpenteria completa.[ ] |
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Per quanto riguarda Oddone Pascale, è evidente come le notizie fin qui richiamate possano costituire semplici precisazioni documentarie: hanno forse qualche interesse di tipo biografico ma, purtroppo, non ci dicono niente di nuovo per quanto riguarda le opere. Tutto ciò che conosciamo di lui si colloca in una fase già matura e non sappiamo nulla sul momento della sua formazione; neppure la precisa annotazione riguardante la sua morte lascia trapelare una indicazione circa la sua età, dunque non sappiamo con certezza quando egli si sia formato né in quale contesto.
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Gandolfino da Roreto |
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Figure come il San Ludovico che compare nella parte alta del polittico della Trinità di Oddone nella collegiata di Revello (datato 1541), sembrano infatti corrispondere a un parametro di aulica compostezza non dissimile, anche per la costruzione del volto, dai personaggi del gruppo centrale del polittico di Casale o da quelli del polittico Cacherano in San Secondo ad Asti, dove anzi al registro superiore vi è un San Paolo che si direbbe progenitore dellonti altrettanto significativi si potrebbero trovare per le figure dei vegliardi genuflessi di fronte al trono celeste, armoniosamente raggruppati nella tavola centrale della stessa ancona di Oddone, che richiamano il polittico gandolfiniano del Museo di Alessandria e le fisionomie particolarissime dei protagonisti del polittico di Quargnento; si tratta di riferimenti che rimontano alla produzione gandolfiniana del secondo decennio del Cinquecento ed è a questo momento che si può dunque ipotizzare di far risalire il contatto tra i due artisti.[ ]
Oddone Pascale |