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Nell'Argentina di oggi, un chirurgo quarantenne va alla deriva. Da tempo non esercita più e passa le sue giornate vagabondando per la città. La sua vita è piena di misteri non risolti, di voci che lo riportano al passato, di volti e di persone che non gli dicono più niente. Né le visite alla sorella, né le incursioni in provincia alla ricerca di amori perduti, lo risollevano. Poi, un giorno, incontra in un bar una ragazza incinta, che si guadagna da vivere montando film di famiglia. Ne nasce un rapporto esitante, necessario ad entrambi, che si perde e si ritrova fra silenzi e parole. |
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Axel è il personaggio che sento più vicino. E' un corpo in
transito e tuttavia sente sempre il desiderio di collegarsi con gli altri.
Lui e Erika sono due esseri che provano dolore. Lei ha perso la sua amica
e ha un bimbo che cresce nel suo grembo. Entrambi soffrono e sentono la
necessità di una compagnia. La solidarietà tra due esseri
è la base della loro unione e, in generale, l'unica possibilità
di far fronte alle avversità. Allo stesso modo sento che Axel è
taciturno non perché voglia fare il misterioso, ma semplicemente
perché non ha nulla da dire. Io, in particolare, sento che la parola,
a furia di essere usata e abusata, sta perdendo il suo potere, la sua sacralità". Santiago Loza |
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