INFINITY FESTIVAL
Cinema e ricerca dello spirito
Alba, 5 - 12 aprile 2003
 

In questa seconda edizione l'indagine messa in atto dal Festival non riguarda solo il cinema in senso stretto. Alle produzioni che siamo soliti vedere nei circuiti ufficiali vanno affiancati tutti quei prodotti culturali che non trovano sbocco nella distribuzione nazionale, come ad esempio la produzione sempre più vasta e interessante dei video (documentari e fiction) e la produzione televisiva.
Infinity Festival, inoltre, documenta anche un gruppo più ampio di forme d'arte: dalla pittura alla fotografia, dalla letteratura alla musica e al teatro che, sempre più spesso, mostrano punti di contatto con il cinema.
Nella Selezione ufficiale di questa edizione hanno trovato spazio 12 film in concorso e una decina di fuori concorso realizzati da importanti autori del cinema contemporaneo. Due gli omaggi ai grandi registi: Nicolas Philibert e Andrej Konchalovskij. Tra le altre iniziative collaterali un workshop di tre giorni dedicato alla scrittura documentaristica aperto a giovani filmaker italiani.

 
www.infinityfestival.org

Premio
"Albacinema - Fondazione Ferrero"

per il miglior film

"EXTRAÑO" (Estraneo) - Argentina

diretto da SANTIAGO LOZA
Scultura in bronzo di
Angelo Grilli

Argentina, 2003
35 mm, 87', colore


Regia: Santiago Loza
Sceneggiatura: Santiago Loza
Fotografia: Willi Behnisch
Montaggio: Ana Poliak
Scenografia: Alejandra Taubin
Suono: Perfecto de San José
Interpreti: Julio Chàvez, Valeria Bertucelli, Chunchuna Villafane, Raquel Albéniz, Eva Bianco, Jorge Prado

Produzione
Santiago Loza per Viada Producciones
Aeternam Films
Fransesca Feder

Santiago Loza è nato nel 1971 a Cordou, in Argentina. Ha frequentato diversi corsi di cinema all'Istituto Nazionale di Cinematografia e all'Università di Leters. Ha scritto, diretto e prodotto documentari, video e cortometraggi.

Nell'Argentina di oggi, un chirurgo quarantenne va alla deriva. Da tempo non esercita più e passa le sue giornate vagabondando per la città. La sua vita è piena di misteri non risolti, di voci che lo riportano al passato, di volti e di persone che non gli dicono più niente. Né le visite alla sorella, né le incursioni in provincia alla ricerca di amori perduti, lo risollevano. Poi, un giorno, incontra in un bar una ragazza incinta, che si guadagna da vivere montando film di famiglia. Ne nasce un rapporto esitante, necessario ad entrambi, che si perde e si ritrova fra silenzi e parole.

" Axel è il personaggio che sento più vicino. E' un corpo in transito e tuttavia sente sempre il desiderio di collegarsi con gli altri. Lui e Erika sono due esseri che provano dolore. Lei ha perso la sua amica e ha un bimbo che cresce nel suo grembo. Entrambi soffrono e sentono la necessità di una compagnia. La solidarietà tra due esseri è la base della loro unione e, in generale, l'unica possibilità di far fronte alle avversità. Allo stesso modo sento che Axel è taciturno non perché voglia fare il misterioso, ma semplicemente perché non ha nulla da dire. Io, in particolare, sento che la parola, a furia di essere usata e abusata, sta perdendo il suo potere, la sua sacralità".

Santiago Loza