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La realizzazione di questo
volume di atti, dedicato a Giuseppe Vernazza e alla fortuna dei Primitivi,
è frutto del lavoro di somma precisione e cura di Giovanni Romano,
e rappresenta per la nostra Fondazione l’approdo di un progetto
più ampio, che esordì nel maggio del 2004 con la presentazione
della prima monografia completa sullo storico albese, curata da Lucetta
Levi Momigliano.
Animatore del dibattito culturale in Piemonte, nell’ultimo quarto
del Settecento, il barone Vernazza può essere a buon diritto considerato
figura emblematica dei temi culturali sviluppati nel corso degli anni
dalla nostra Fondazione.
Si devono infatti a lui la prima riscoperta del pittore Macrino, l’interesse
intorno a Pietrino Belli, e la riflessione su alcuni ritrovamenti eccellenti
di Alba Pompeia.
Il convegno Giuseppe Vernazza e la fortuna dei Primitivi non solo ha rappresentato
un momento di condivisione degli studi e delle ricerche sulla nascita
della storia dell’arte nella nostra regione, ma anche ha stimolato
un dibattito e un confronto con analoghe realtà geografiche italiane,
creando le premesse fiologiche per la mostra Napoleone e il Piemonte.
Capolavori ritrovati.
L’esposizione si è infatti configurata come terzo atto di
una trilogia che la Fondazione Ferrero ha portato a compimento con la
Soprintendenza per il Patrimo-nio Storico e Artistico del Piemonte e l’Università
degli Studi di Torino.
Prendiamo a prestito le parole che Vernazza impiegò in una conversazione
epistolare per descrivere oggi l’impegno culturale della nostra
Fondazione nei vari ambiti del sapere: “Dico il vero, che mi diletto
assaissimo nella considerazione della storia patria; e che il frequente
piacere di trovar cose nuove, è un larghissimo premio della pazienza
necessaria a cercarle”. |