14-03-2013

Conferenza professor Francesco Tiradritti

Harwa è personaggio enigmatico nella storia dell’Egitto antico. Otto sue statue, che lo ritraggono in atteggiamenti diversi, sono conservate nelle maggiori collezioni egizie del mondo. La sua tomba, nella piana di Assasif (a ovest di Luxor) è uno dei più estesi edifici funerari privati egizi, nonché dei più celebri: tra coloro che vi sostarono, e che incisero il loro nome sulle pareti del cortile di accesso, anche il poeta Arthur Rimbaud.

Harwa visse all’inizio del VII secolo a.C., quando la Valle del Nilo era in mano ai faraoni nubiani della XXV dinastia. Detenne la carica di “Grande Maggiordomo della Divina Adoratrice”, una posizione che gli permetteva di gestire le ingenti risorse di tutto l’Alto Egitto che faceva capo alla città di Tebe (Luxor).

Gli scavi compiuti dalla Missione archeologica italiana a Luxor (MAIL) nella tomba di Harwa a partire dal 1995 hanno fornito utili indicazioni per migliorare la conoscenza del personaggio e del suo periodo storico. Harwa ci appare oggi non soltanto come un funzionario dagli enormi poteri, ma come il vero governatore, per conto dei faraoni, di tutto l’Egitto meridionale. A favore di questa interpretazione parla chiaramente l’ushabty (statuina funeraria) in pietra calcarea, che ritrae Harwa con il flagello e lo scettro (le insegne della regalità egizia), scoperta nel 1997 all’interno del sepolcro. Ma l’intero apparato decorativo della tomba di Harwa è una sorpresa, per la bellezza e delicatezza della raffigurazione e per il suo grande respiro narrativo. La decorazione racconta infatti, per la prima volta nella storia egizia, il cammino dell’uomo dalla vita alla morte, e dalla morte alla vita eterna.

Giovedì 14 marzo, il direttore della Missione, Francesco Tiradritti, insieme con Sandro Trucco di A.C.S.E.S. ONLUS, ci illustrerà l’esperienza dello scavo, una paziente ed esaltante fatica a contatto con un “personaggio” segreto e affascinante. Una visita “virtuale” del vasto sepolcro di Harwa, attraverso immagini che soprendono per il loro significato artistico e culturale e che culminano in una stretta di mano del dio Anubi all’anziano defunto, realistica e inedita – un mistero da esplorare.

Ingresso libero fino a esaurimento dei posti in sala.

Per informazioni: telefono 0173 295259; mail info@fondazioneferrero.it

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