28-03-2014

LA COSTITUZIONE ITALIANA. BELLA E MIGLIORABILE ?

Venerdì 28 marzo, ore 21
Auditorium della Fondazione Ferrero

Gustavo Zagrebelsky
in conversazione con Piero Bianucci.

Che succede quando manca il lavoro in un paese che l’ha messo nel primo articolo della Costituzione?
Quali sono le norme costituzionali più tradite nell’Italia del 2014?
Camera e Senato: un doppione da abolire o da modificare?

Si è detto che quella italiana è la Costituzione più bella del mondo. In questa affermazione c’è molto di vero se pensiamo a come è nata dalla volontà popolare alla fine della dittatura fascista e ai valori che tutela con le sue affermazioni più forti: lavoro, uguaglianza, diritto allo studio, salute, libertà di espressione, solidarietà sociale, libertà religiosa e di associazione.
Sembra però che ci siano in un certo senso due Costituzioni: quella dei primi 54 articoli, dedicati ai principi fondamentali e ai diritti e doveri dei cittadini, e la parte seguente. La prima è difficilmente modificabile proprio a tutela dei valori di cui parla. La seconda ha contenuti più ”storici”, e quindi più facilmente modificabili.
Di ritocchi alla Costituzione, anche radicali, negli ultimi tempi si parla molto, talvolta con leggerezza e semplicismo. Proviamo a ragionare insieme su che cosa sia più opportuno fare nell’interesse del nostro paese.

Gustavo Zagrebelsky dal 1995 è giudice della Corte Costituzionale, organismo che ha presieduto nel 2004. Di origine russa, è nato nel 1943 a San Germano Chisone, località legata alle vicende della storia valdese, ed è tra i maggiori giuristi italiani. Attualmente insegna come professore ordinario Diritto costituzionale e Teoria generale del Diritto pubblico presso il Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Torino. Collabora a «La Stampa», «La Repubblica» e altri giornali. Presiede la Biennale Democrazia, manifestazione che contribuisce a porre all’attenzione pubblica le grandi questioni culturali e sociali del nostro tempo, ed è presidente onorario dell’Associazione Libertà e Giustizia. Tra i suoi numerosi libri spiccano Contro l’etica della verità (Laterza), Intorno alla Legge. Il diritto come dimensione del vivere comune (Einaudi), Il diritto mite (Einaudi), Il federalismo e la democrazia europea (Carocci), Il futuro della Costituzione (Einaudi), La domanda di giustizia (con Carlo Maria Martini, Einaudi), Principi e voti (Einaudi), Imparare democrazia (Einaudi), L’esercizio della democrazia (Codice), Sulla lingua del tempo presente (Einaudi), Fondata sulla cultura (Einaudi).
 

Per partecipare occorre ritirare i biglietti d'ingresso, gratuiti e fino ad esaurimento dei posti.
Per informazioni: tel. 0173295259 - fax 0173363274 - info@fondazioneferrero.it

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